Terapia sclerosante delle teleangectasie agli arti inferiori

Dott. Matteo Gnone

La terapia sclerosante consiste nella iniezione, all’interno della telangectasia da trattare, di una sostanza farmacologica (Atossisclerol) che ne provoca la chiusura attraverso l’induzione di una “infiammazione controllata”. Tale processo si verifica a seguito di un meccanismo di ispessimento della parete endoteliale con conseguente coagulazione intravasale e successiva obliterazione della vena. .

In alternativa, nei vasi di calibro maggiore, l’ispessimento della parete può permettere il mantenimento del flusso ematico al proprio interno determinando condizioni emodinamiche che mirano a ricreare uno stato circolatorio quanto più possibile analogo a quello fisiologico. La terapia sclerosante, pertanto, favorisce la diminuzione del ristagno di sangue e rallenta il processo di dilatazione delle vene (le cosiddette “varici” o “vene varicose”). Il farmaco impiegato ha il nome commerciale di ATOSSISCLEROL, il principio attivo è il Lauromacrogol 400. La

Il farmaco impiegato ha il nome commerciale di ATOSSISCLEROL, il principio attivo è il Lauromacrogol 400. La concentrazione viene stabilita dal medico in base ai vasi da trattare.

Le telangectasie sono dei piccoli vasi sanguigni superficiali privi di effetto funzionale. Sono l’effetto di una aumentata pressione all’interno della vene superficiali dell’arto inferiore ed, in particolare, della vena grande safena con conseguente dilatazione compensatoria dei capillari in sede periferica.

Bisogna considerare che un trattamento sclerosante effettuato per motivi estetici richiede del tempo e l’esecuzione di più sedute di scleroterapia è, spesso, necessaria per conservare un buon risultato.

La terapia sclerosante è assolutamente controindicata in pazienti affetti da arteriopatie,  malattie tromboemboliche, pazienti a rischio di trombosi, gravidanza. Non è possibile eseguire la terapia in caso  di febbre, asma  bronchiale,  predisposizione a forme allergiche, patologie cardiache acute, alterazioni della coagulazione del sangue- Informare sempre il medico prima di iniziare la terapia se si assumono altri farmaci.

La terapia sclerosante consiste nella esecuzione di iniezioni ed inoculazione del farmaco nelle varici o nei capillari.
Il numero di iniezioni per seduta, la cadenza delle sedute e l’applicazione di un eventuale bendaggio sono modulate in base al tipo di malattia varicosa ed al risultato della seduta precedente. Il dolore delle iniezioni è modesto (il calibro dell’ago è ridottissimo!) ed il farmaco introdotto può indurre  un bruciore tollerabile che si risolve spontaneamente. La cadenza delle sedute è ogni 7 o 21 giorni ed il numero delle sedute varia in rapporto al calibro del vaso da sclerosare, alla diffusione dei capillari, alla sensibilità del paziente al farmaco sclerosante ed al tipo di risultato atteso dal paziente (percentuale di capillari che desidera eliminare).

Effetti collaterali: L’effetto normale della scleroterapia è una infiammazione localizzata della vena, nella sede della puntura per cui non deve suscitare preoccupazione la presenza di rossore in corrispondenza dell’area trattata. La colorazione molto scura che i capillari trattati acquisiscono nei primi giorni e che a volte sembra renderli più evidenti di prima della sclerosi, scompare spontaneamente e normalmente non dà esito ad alcun inestetismo (tale processo può richiedere anche alcuni  mesi per completarsi ed è più frequente in capillari di vecchia data). Frequentemente si verifica la presenza di piccole ecchimosi nelle sedi di iniezione e  temporanei indurimenti e dolenzia lungo il decorso delle vene trattate. Nelle sedi trattate possono perdurare,per periodi di tempo variabili, dolenzia, bruciore oppure senso di tensione Talvolta è possibile  che si sviluppi un edema periferico (gonfiore) dell’arto trattato che normalmente si risolve spontaneamente in 2,3 giorni. E’ stata segnalata la possibilità di sviluppo di necrosi tissutale con conseguente formazione di ulcere cutanee, la cui guarigione può essere lenta e la reattività dell’individuo al farmaco sclerosante e la tendenza della sua pelle a formare macchie costituiscono un elemento estremamente variabile e difficilmente prevedibile. In alcuni casi, lungo il decorso dei vasi trattati può persistere una iperpigmentazione che normalmente si attenua e scompare in un periodo di 6-12 mesi, tuttavia sono segnalati casi di persistenza per anni. Per quanto riguarda il rischio di fenomeni allergici, pur descritti in Letteratura, sono rarissimi, e possono essere locali (es.pomfi e prurito) o generali (es. orticaria,  shock anafilattico)

Risultati: Trattandosi di una cura che mira a ridurre un inestetismo, devono essere ben chiare le reali possibilità della metodica ed i suoi potenziali effetti indesiderati dal punto di vista estetico.

Vanno, in particolare, considerati i seguenti punti:
1) Si tratta di una cura palliativa che mira a cancellare i capillari presenti ma non può impedire la formazione futura di nuovi capillari. Il mantenimento di un buon risultato a distanza passa, spesso, attraverso la ripetizione annuale di sedute di microsclerosi a completamento.

2) Vi è una notevole variabilità nella risposta al farmaco sclerosante da persona a persona e, talora, in punti diversi della stessa gamba.

3) Vi è, pure, una notevole variabilità, spesso imprevedibile, nella tendenza di alcune pelli a formare macchie o nuovi capillari. Per questi motivi, anche utilizzando una tecnica corretta e pur con una ampia esperienza, non è possibile escludere che si manifesti saltuariamente un risultato esteticamente non soddisfacente.

4) Esistono zone difficili da trattare (ad esempio la parte interna delle ginocchia) nelle quali i risultati possono essere modesti.

5) Trattandosi di una cura lenta e, spesso, lunga, la sospensione precoce del trattamento può portare a risultati mediocri.